Branding e Marketing: due attività affini ma differenti.

La parola marketing è da tempo entrata a far parte della terminologia di uso comune di chi fa business. Con marketing tendiamo ad identificare un gran numero di attività atte, soprattutto, a promuovere i prodotti e i servizi di un’azienda, con lo scopo primario di generare profitti.

Di recente, un altro termine inglese – branding - abbinato spesso ad un’altra parola oggi sempre più in voga (ovvero design), sta strizzando l’occhio anche alle nostre latitudini, esportato dalle rilevanti esperienze di marchi internazionali più o meno grandi che, del brand design, hanno fatto la loro carta vincente per emergere in un mercato sempre più complesso e in continua trasformazione.

Sta di fatto che conoscere le differenze principali e la relazione che intercorre tra marketing e branding, può senz’altro promuovere nel corto termine investimenti intelligenti e mirati e, nel lungo termine, il successo aziendale.

Qual è quindi la differenza tra fare branding e fare marketing, premesso che tra le due attività sono affini? Usando alcune metafore, possiamo definire branding e marketingcome segue (dal web):

Branding è strategia. Marketing è tattica.
Branding è attrarre. Marketing è spingere.
Branding è la carrozza. Marketing è il cavallo.
Branding è chi sei. Marketing è come ti vendi.

Da queste analogie si evince che il processo di brandizzazione deve precedere le azioni di marketing, definendole e sottolineandole. Il primo, infatti, mette in chiaro chi è un marchio e cosa non è, focalizzandosi su domande fondamentali: perché un’azienda, un prodotto e/o un servizio esiste e cosa consegna al target di riferimento. Branding quindi è prima di tutto strategia: ricerca, analisi e risposta a quesiti essenziali, al fine di definire linee guida per l’azienda e le sue attività di marketing.

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Una buona attività di brandizzazione dovrebbe permeare qualsiasi cosa un’azienda fa e dice e, soprattutto, promuovere una cultura aziendale di sensibilità e attenzione nei confronti dell’esperienza del consumatore, dei suoi sensi e della sua emotività, costruendo attorno a lui storie autentiche in cui riconoscersi e farsi riconoscere. Non a caso una buona strategia di branding è quella identificabile e coesa su tutti i “touch point” con i quali il consumatore entra in contatto. Solo se sapremo reggere le aspettative di quest’ultimo su tutti i livelli con cui interagirà, potremo essere certi di aver fatto un buon lavoro: il consumatore sarà stato conquistato, fidelizzato e reso promotore stesso del nostro brand.

In definitiva, è il branding che crea fedeltà, fiducia e relazione, in quanto consegna al nostro target quei motivi per i quali tornare. È il marketing che porta di fronte alle giuste persone il brand.

Ilaria Anastasi
Brand Consultant

Cristiano Sifari