Quando il “graphic design” diventa “brand design”?

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La domanda forse non viene mai fatta esplicitamente, ma sono certa che nella testa di molti si pone: perché un’agenzia di brand design e non semplicemente un’agenzia grafica? C’è differenza? Cosa cambia? Non si occupano entrambe di visual e creatività?La differenza sostanziale tra il proporsi come graphic agency brand agency sta nella relazione di consulenza che sta alla base del progetto creativo.

Il brand design ha a che fare con un approccio profondo di conoscenza del proprio interlocutore e nella gestione della relazione con esso. Solo in un secondo momento entra in gioco la creatività. La parola chiave dunque è CONOSCENZA del cliente.

Possiamo quindi parlare di vera e propria consulenza nell’ambito della comunicazione e della creatività, un processo durante il quale si ha a che fare con questioni molto vicine alla gestione manageriale: si parte dalle fondamenta e si abbandonano per un attimo le vesti di creativo, calandosi nei panni del cliente ed entrando a far parte in maniera discreta del suo team di lavoro. Lo scopo è di collezionare tutti gli indizi che servono a progettare una strategia per creare un’identità aziendale unica, affinché siano chiare le differenze con la concorrenza: quali i valori, i punti di forza e di debolezza, gli obiettivi da raggiungere, ecc.

Per questa ragione, un’agenzia di Brand Design – per definirsi tale – deve partire dalla base, avvicinandosi al cliente con domande mirate e con la richiesta di seguire da vicino i processi aziendali, portare avanti piccole o grandi ricerche, workshop e audit all’interno della stessa.  

Chi fa Brand Design non si accontenta del risultato estetico, ma desidera portare al successo il suo cliente, attraverso l’integrazione del design nella sua identità, nei suoi prodotti e servizi.

Ilaria Anastasi
Brand Consultant

Cristiano Sifari